Il Manfredonia Calcio
nasce ufficialmente nel mese di ottobre del 1932 come "Associazione
Sportiva" e si occupava, come imponeva il Regime fascista, di sport
in generale.
Nel 1933-34 partecipa al torneo di Seconda Divisione Pugliese, e conquista
subito la promozione in I Divisione (l'attuale Serie C). Nel 1939-40 scompare
la vecchia "Associazione Sportiva" e nasce la "Polisportiva
Manfredonia".
Il dopoguerra vede l'A.S. Manfredonia partecipare senza successo al torneo
di I Categoria nel 1950-51. L'arrivo di Gay come allenatore e di
Amedeo Del Vecchio come presidente segneranno, per diversi anni,
pagine straordinarie per il calcio sipontino. Gli anni che seguirono lo
smembramento dello squadrone sipontino furono avari di soddisfazioni.
Michele Bissanti
Nel 1965-66 il Manfredonia
conquista la Serie D e giunge fino alla semifinale nazionale di Coppa Italia.
Nel 1971-72 dopo quattro anni di Serie D il Manfredonia retrocede in Promozione.
Tra risalite in Serie D e retrocessioni in Promozione si arriva al 1991-92
con la retrocessione nell'Eccellenza.
Nel 1998-99 il Manfredonia ritorna in Serie D.
LE
ORIGINI
Il Calcio, a Manfredonia,
come manifestazione agonistica, nasce nella metà degli anni '20,
non come fenomeno organizzato, ma come moto spontaneo di ragazzi che si
riunivano in Piazza Duomo e giocavano con una palla improvvisata, fatta
di pezza ed arrotolata con lo spago.
A portare una ventata d'entusiasmo furono i giovani universitari sipontini
che studiavano nella dotta Bologna, affascinati dalle gesta dello "squadrone
che tremare il mondo fa". Tra questi c'era Michele Bissanti, il quale
diverrà il primo presidente del sodalizio calcistico.
I tre animatori e fondatori del calcio sipontino negli anni '30
Da sinistra Ciro Nasuto, Michele Bissanti, Francesco Nasuto.
Bissanti aveva una gran
passione per la sfera di cuoio; e lui stesso non disdegnava di calzare scarpette
da ginnastica ed indossare pantaloni alla zuava e camicione bianco e, così,
"menare la danza" nella "Piazza grande", "mmizz'a
chjisa granne". Suoi sodali erano gli amici studenti ed altri giovani
del posto.
Considerate le ridotte dimensioni del terreno di gioco, le formazioni erano
composte di sette elementi ciascuna. Poi, dopo le ripetute rimostranze degli
abitanti della zona e dopo che alla sartoria di "settemegghiore"
o "ndiste" erano stati più volte infranti i vetri, si decise
di spostare il campo di gioco in largo Diomede. Ma anche qui le cose non
andarono bene, perché a fine settimana sostavano le paranze di ritorno
dai viaggi in mare.
C'era una ghiotta possibilità per delineare un buon campo di gioco:
nella località "Acqua di Cristo" vi era l'ex "Piazza
d'Armi", servita alla regia artiglieria per le esercitazioni durante
il primo conflitto mondiale. Ma quel terreno venne subito accantonato perché
si era reso fortunatamente e fortunosamente disponibile l'ex Cava Salzano.
La prima cronaca giornalistica, a noi nota, vede una formazione chiamata
"U.S. Sipontina", indi troviamo "Calciatori Liberi"
(fino all'ottobre del 1932). Il 16 ottobre 1932, esce una notizia in cui
si afferma che anche a Manfredonia è costituita la locale Associazione
Sportiva. Ora, anche se l'articolo compare il 16 ottobre, è da desumere
che il giorno precedente o nei giorni precedenti a quella data si sia creata
la società. Va pur detto che. "Associazione Sportiva".
non significava solamente calcio; nei desiderata del Regime fascista doveva
essere inteso sport in generale: nuoto, atletica, canottaggio, ciclismo,
ecc., insomma una polisportiva.Il Manfredonia, grazie anche ai buoni uffici
del PNF, riesce ad organizzare, per quasi un anno, una serie d'amichevoli
contro le squadre del comprensorio garganico e dauno.
Tutti i dati storici e statistici sono tratti dal libro di Giovanni e Giuseppe Ognissanti: "70 anni
di emozioni; le origini dell'A.S. Manfredonia tra ricordi e testimonianze",
Ed. A.S.S. 2002.