| I giovani locali erano abituati a
tirare con il pallone in più parti della città; Manfredonia
ha sempre avuto molti spazi vuoti, non ultimi gli arenili, ma il luogo preferito
era piazza Duomo (ora piazza Giovanni XXIII). Qui, indubbiamente, hanno
mostrato le loro capacità i nostri migliori talenti calcistici dei
tempi passati.
Beninteso, quella piazza non si prestava ad essere circondata da tribune
per gli spettatori, e poi di lì a poco vi doveva sorgere la fontana
monumentale. Nella coscienza collettiva, allora, sorgeva impellente la
necessità di un vero e proprio stadio comunale, dove si potevano
sviluppare e dare spettacolo di giuochi ginnici e calcistici. Anche perché
il "Regime" lo voleva (legge 21.6.1928, n.1580).
La volontà governativa non poteva essere disattesa, per cui si
hanno precise circolari, ed in particolare quella dell'Ente Sportivo Provinciale
Fascista di Capitanata, che imponeva a tutti i Comuni dauni di prevedere
nei propri bilanci apposito stanziamento per la costruzione dei campi
sportivi.
Intanto si verificò un fatto nuovo, non insolito a Manfredonia;
un gruppo di giovani aveva iniziato a praticare incontri sportivi nella
cava "Salzano", posta in riva al mare, provvedendo, quando era
necessario, anche ad eliminare ("bonificare") gli acquitrini
che ivi si formavano, per la conformazione accidentata del fondo.
I giovani locali erano abituati a tirare con il pallone in più parti
della città; Manfredonia ha sempre avuto molti spazi vuoti, non ultimi
gli arenili, ma il luogo preferito era piazza Duomo (ora piazza Giovanni
XXIII). Qui, indubbiamente, hanno mostrato le loro capacità i nostri
migliori talenti calcistici dei tempi passati.
Beninteso, quella piazza non si prestava ad essere circondata da tribune
per gli spettatori, e poi di lì a poco vi doveva sorgere la fontana
monumentale. Nella coscienza collettiva, allora, sorgeva impellente la
necessità di un vero e proprio stadio comunale, dove si potevano
sviluppare e dare spettacolo di giuochi ginnici e calcistici. Anche perché
il "Regime" lo voleva (legge 21.6.1928, n.1580).
La volontà governativa non poteva essere disattesa, per cui si
hanno precise circolari, ed in particolare quella dell'Ente Sportivo Provinciale
Fascista di Capitanata, che imponeva a tutti i Comuni dauni di prevedere
nei propri bilanci apposito stanziamento per la costruzione dei campi
sportivi.
Intanto si verificò un fatto nuovo, non insolito a Manfredonia;
un gruppo di giovani aveva iniziato a praticare incontri sportivi nella
cava "Salzano", posta in riva al mare, provvedendo, quando era
necessario, anche ad eliminare ("bonificare") gli acquitrini
che ivi si formavano, per la conformazione accidentata del fondo.
Tutti i dati storici e statistici sono tratti dal libro di Giovanni e Giuseppe Ognissanti: "70 anni
di emozioni; le origini dell'A.S. Manfredonia tra ricordi e testimonianze",
Ed. A.S.S. 2002.
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