| Dal 1954 altri inconvenienti incombevano
sulla vita del "Miramare", tenuti nascosti e agli sportivi e alla
cittadinanza.
Era ed è da sapersi, che alcune parti del terreno di gioco appartenevano
al Demanio marittimo e alla Mensa arcivescovile. E proprio in quell'anno
l'arcivescovo Cesarano manifestava la volontà di voler costruire
un "oratorio" (o chiesa) sul quel suolo.
Nel contempo, si ipotizzava la cessione alla Gestione INA-CASA di uno
"Stralcio dell'abitato di Manfredonia" per la costruzione di
case per lavoratori, proprio sul suolo del campo.
Con l'arcivescovo si arrivò ad una transazione, con la cessione
di alcuni immobili comunali, in cambio del suolo. E nel 1955, con la presenza
del cardinale Roncalli (poi papa Giovanni XXIII), si ebbe la messa in
opera della prima pietra per l'erigenda chiesa di S. Michele, posta nelle
immediate vicinanze del "Miramare".
Con l'Ina Casa, il progetto venne dirottato su altri siti.
L'idea di creare ex novo un altro campo sportivo, in località
"Acqua di Cristo" non abbandona i programmi politici dell'epoca,
ma si andava avanti a rilento, con i cantieri di lavoro per disoccupati.
Ed intanto il "Miramare" raggiunge i suoi 30 anni di vita.
Il "campo" per i disoccupati dell'Acqua di Cristo venne dismesso,
adibendosi prima a sede di spettacoli viaggianti (Luna Park), per le feste
patronali, e infine vi sono sorti edifici pubblici e privati.
E siamo già nella storia recente.
Si ha pure la progettazione e la costruzione di alcuni settori del Campo
Sportivo in località Scaloria, ma il "Miramare" resta
lì, con le sue rughe, fermo ... nella "roccia". Vi vengono
effettuati, di volta in volta, altri lavori di sbancamento e di allargamento,
fino ad arrivare alla stato attuale.
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