Nel 1943 si ha l'occupazione alleata,
il campo "Miramare", per le continue manomissioni e spogliazioni
(asporto del legname e dei tufi anche da parte degli stessi "alleati"),
si riduce in condizioni miserevoli. E pure in queste condizioni si hanno
partite di calcio... con relativi incidenti. Vittima ne è proprio
un ufficiale inglese, sottoposto, con la sua squadra e con quella americana,
ad una fitta sassaiola da parte dei tifosi sipontini, per la mancata partita
della squadra locale. Ne consegue l'interdetto ("Out Of Bounds")
da parte del comandante Charles Plamondon, comandante della sub-area, di
stanza a Manfredonia.
Nel 1944 si ricostituisce la nuova Associazione Sportiva ed iniziano
alcuni incontri amichevoli. Si pone urgente il problema della ricostruzione
del "Miramare", che conta già 16 anni di vita.
Nel contempo (27.4.1945), nasce polemica tra l'associazione sportiva
ed il Comune in merito ai tufi del campo, prima requisiti dagli alleati,
poi abbandonati ed infine presi in possesso dall'Ente locale per fini
di pubblica utilità.
L'Amministrazione comunale insiste nel chiedere i relativi contributi
finanziari (lettera dell'8.9.1949), e, se pur lentamente, i lavori di
riattamento al "Miramare" si effettuano.
Per pubblica utilità venne completato il prolungamento di corso
Manfredi, con l'interramento di parte del dosso della cava. Si voleva
che detto prolungamento prendesse il nome di corso Federico II, invece
gli fu dato il nome di un santo.
Come'era la "Fossa dei Leoni" nei primi anni '50
Tutti i dati storici e statistici sono tratti dal libro di Giovanni e Giuseppe Ognissanti: "70 anni
di emozioni; le origini dell'A.S. Manfredonia tra ricordi e testimonianze",
Ed. A.S.S. 2002.