| Il 5 ottobre 1931 il locale segretario
politico del Fascio comunicava al Podestà di Manfredonia che il progetto
del Campo Sportivo del Littorio era stato redatto dall'ing. Di Staso e confidava
che iniziassero al più presto i lavori, anche per alleviare la "crescente
disoccupazione invernale".
Ed il lavori vennero iniziati... ma nel 1933, quando rileviamo una delibera
(n. 87 del 31 marzo), nella quale si determina la recinzione, con rete
metallica, del campo. Nella stessa viene pur detto "Tenuto presente
che per l'amoroso e vivo interessamento di volenterosi ed appassionati
giovani è sorta in Manfredonia una Associazione Sportiva che a
proprie spese ha provveduto al risanamento di una plaga malarica riducendola
in un campo sportivo sul quale ogni Domenica si svolgono importanti competizioni
calcistiche".
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| L'opera che si stava effettuando
non soddisfaceva i desiderata del Regime, in quanto in esso si svolgevano
solo partite di calcio e non si provvedeva a creare palestre, piscine, come
prescritto dalle leggi e dalle circolari. E pare che parte del pubblico
che assisteva alle partite fosse troppo "portoghese", perché
stazionava nelle abitazioni che stavano presso il campo, non contribuendo,
così, ad incrementare gli incassi della Società calcistica.
Le case ("sottani") si trovavano presso il ciglio della cava.
Insomma, quel campo non serviva a nulla; e si pensava già di ubicare
un vero e proprio stadio con annessi piscine, canali per canottaggio,
piste per il ciclismo e motociclismo presso l'ex Piazza d'Armi (zona Acqua
di Cristo).
E il sospirato Stadio restava nei sogni di molti politici.... dell'epoca.
E restava un sogno perché, sempre allora, si avevano direttive
contrastanti. Da un lato, si voleva uno stadio polifunzionante, con annessi
altri siti per manifestazioni sportive, dall'altro si voleva tirare al
risparmio.
L'ingegnere capo del Comune, l'8 aprile 1935, determinava che per la
costruzione del nuovo Campo sportivo, in località un po' a levante
della strada "miramare". I lavori vennero affidati all'impresa
Giuseppe Brigida (contratto n. 25, dell'8.7.1935). Ma pare che questi
lavori siano iniziati sotto una cattiva stella; infatti, il 13 febbraio
dello stesso 1936, il Comune di Manfredonia deliberava in merito all'eventuale
compenso da corrispondere all'impresa Brigida per far fronte ai danni
verificatisi al costruendo campo, per le intemperie ("furia del vento,
di intensità notevolissima"). Non mancarono, però,
le constatazioni rituali, per la verifica e la attribuzione dei relativi
danni. Constatazioni che richiesero tempi lunghi, con la conseguente interruzione
dei lavori.
Tutti i dati storici e statistici sono tratti dal libro di Giovanni e Giuseppe Ognissanti: "70 anni
di emozioni; le origini dell'A.S. Manfredonia tra ricordi e testimonianze",
Ed. A.S.S. 2002.
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