I volti sono tirati e c’è poca voglia di parlare, in casa del Manfredonia. C'è ancora incredulità , sgomento e rabbia per quanto è successo martedì scorso, quando più o meno all'ora di pranzo e mentre si recava in riva al golfo per la ripresa degli allenamenti è tragicamente deceduto il preparatore atletico, Rosario Sabella. In sostanza, si respira la stessa aria pesante e triste che aleggiava su tutto l'ambiente bianco-celeste a metà dello scorso mese di settembre...
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... quando, appunto, a seguito di un tragico incidente stradale, persero la vita la moglie ed il figlioletto dell'ex attaccante del Manfredonia, Mauro Marchano.
Oggi, come allora, tutti hanno lo sguardo assente e proiettato nel vuoto quasi a fissare un viso, un uomo, un amico che ormai non c'è più. Però, anche oggi, come in quella circostanza, c'è l'obbligo di continuare a vivere, a lavorare e a lottare per  la causa del Manfredonia.
La penultima pausa di campionato era infatti attesa, da parte dello staff tecnico del Manfredonia. Innanzi tutto, per "saggiare" le condizioni fisiche dell'ultimo arrivato, l'attaccante Nicola Ferrari, il quale, non ha fatto in tempo nemmeno a presentarsi.
Eppoi, altro motivo non meno importante, la sosta di questa domenica doveva servire per un richiamo della preparazione, insomma, per rimettere fisicamente a posto tutti i disponibili. Adesso, in seno alla società non è stato ancora affrontato il discorso riferito al vuoto che il compianto Sabella ha lasciato, non solo negli animi, ma anche sul piano strettamente professionale. Non si sa, insomma, se arriverà un'altra figura professionale, oppure se lo stesso Bucaro intenderà continuare il campionato affidandosi solo sulla collaborazione del suo secondo, Franco Mancini.
In merito, al rientro dai funerali svoltisi ad Eboli, interviene Matteo Lauriola. «Prima  di ogni altra considerazione - precisa il diesse - vorrei pubblicamente ricordare e ringraziare la persona, oltre che la professionalità e l'attaccamento dimostrate da Rosario nei confronti di tutto il Manfredonia calcio. In lui e senza retorica, tutti noi abbiamo trovato ciò che di meglio si vorrebbe. Con il suo paziente e quotidiano lavoro era infatti riuscito a dare alla squadra una preparazione fisica diversa dai normali standard. I ragazzi, a dirla in breve, possono vantare un'autonomia notevolissima che consente loro di venire fuori alla distanza, come suole dirsi in gergo. Un esempio? La recente prestazione offerta domenica scorsa contro la Juve Stabia, un avversario quotatissimo ma al quale questo gruppo è riuscito ad imporre, sopra tutto nella ripresa, dei ritmi proibitivi. Certo, ci è mancato il gusto di una vittoria, che sarebbe stata meritatissima, ma in proiezione futura lo stato di forma dei giocatori ci fa dormire sonni tranquilli».
Una bella immagine della gara casalinga con la Juve Stabia (Foto Lucia Melcarne) |